Nella prestigiosa cornice del ristorante MaMi, parte del rinomato Gruppo Meliá, il progetto Rosignano Accoglie è stato ospite d’onore nella serata del 21 novembre 2024, di un evento dedicato all’eccellenza gastronomica italiana: il Tartufo Bianco di Valle Ghenza.
L’evento, che ha visto la partecipazione di un folto pubblico di appassionati gourmet e giornalisti specializzati in enogastronomia, è stato un’importante occasione per far conoscere le peculiarità e l’eccezionale qualità del Tartufo Bianco della Valle Ghenza. Questo prodotto unico, dalla fragranza e dal sapore straordinari, si afferma come un degno rivale del più noto tartufo Bianco di Alba, attirando l’attenzione di esperti e appassionati del settore.

Nel corso della serata, l’Associazione dei Tartufai della Valle Ghenza ha tenuto una dettagliata presentazione sull’arte della cerca e della raccolta del tartufo, evidenziando le tradizioni e le tecniche che rendono questa pratica così affascinante e legata al territorio che offre paesaggi di rara bellezza, punteggiati da tartufaie che nascono in terreni compatti e tenaci. Qui, il tartufo cresce sfidando la natura stessa, spesso a profondità che superano i 50 cm. Questa lotta contro le avversità regala un prodotto dal profumo unico e intenso, capace di raccontare, al primo assaggio, la storia del suo territorio.

Ogni tartufo bianco della Valle Ghenza è frutto di un equilibrio perfetto: la terra si fa dura e generosa al tempo stesso, offrendo un ambiente che favorisce lo sviluppo di tartufi dalla fragranza indimenticabile.
Da ricordare poi che il territorio incluso nella zona del Tartufo Bianco della Valle Ghenza, vanta un importante riconoscimento UNESCO per la “Cerca e cavatura del tartufo in Italia: conoscenze e pratiche tradizionali” dichiarata Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità nel dicembre 2021.
L’impegno dell’Associazione Tartufai Valle Ghenza
Dal 2017, l’Associazione Tartufai Valle Ghenza si dedica con passione alla tutela delle tartufaie e alla promozione del tartufo bianco come simbolo del territorio. Con una tartufaia controllata di 50 ettari e un costante lavoro di manutenzione e piantumazione di piante simbionti, l’associazione guarda al futuro senza dimenticare le radici profonde che la legano alla terra e alla comunità.




